Basilica Papale di Santa Maria Maggiore - Museo del Tesoro della Basilica Liberiana

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Basilica Papale di Santa Maria Maggiore

La Basilica di Santa Maria Maggiore ha origini antichissime: viene edificata, infatti, da Papa Sisto III nel 432 d. C. dopo  il Concilio di Efeso dell’anno precedente. In quella occasione venne proclamato il dogma della Theotòkos, ovvero della maternità divina di Maria, e in seguito a ciò il Papa volle che fosse fondata una chiesa dedicata esclusivamente alla Vergine Madre di Dio.

La Basilica ha conservato finora la sua originaria struttura paleocristiana, con tre navate e un'abside. Nella navata centrale, potete ammirare dei mosaici risalenti al quinto secolo: in essi sono rappresentate scene dell'Antico Testamento raffiguranti episodi su Abramo, Giacobbe, Isacco, prese dal Libro della Genesi e Mosè, Giosuè ed Easù prese dal Libro dell’Esodo, dei Numeri e del Deuteronomio, che narrano quindi le origini del popolo di Dio e la sua salvezza. Sempre del quinto secolo è l'arco trionfale, detto "di Efeso", nel quale vediamo rappresentati episodi dei Vangeli Apocrifi: si va dall'Annunciazione all'Epifania, dalla Strage degli Innocenti alla fuga in Egitto; in breve si racconta tutta l'infanzia di Gesù. Nei pannelli in basso vediamo due città: sono Betlemme e Gerusalemme. Le loro porte sono aperte e all'interno si intravedono delle colonne, che continuano idealmente i due colonnati della basilica come se la chiesa stessa conducesse chi la occupa verso le due città e, quindi, verso il Regno di Dio. Al centro dell’arco potete ammirare il Solisterium (trono vuoto del Cristo) con ai lati S., Pietro e S.Paolo e la dedicazione “Xystus Epicopus plebi dei”

Di molto successiva a questi mosaici è la decorazione dell'abside, realizzata solo alla fine del tredicesimo secolo per volontà di papa Nicolò IV ed interamente dedicata a Maria: nella parte più in basso vediamo scene della sua vita, dalla annunciazione alla presentazione al tempio; al centro abbiamo la Dormitio Virginis, rappresentazione tradizionale del trapasso di Maria, in cui vediamo Gesù tenere tra le sue braccia l'anima della Madre. Questo ciclo è completato nella parte più alta dell'abside, dove vediamo Gesù incoronare Maria regina del cielo e della terra. Il mosaico dell'abside è coevo di quello presente sulla Loggia, che invece raffigura l'episodio della nevicata in agosto.

Nel corso dei secoli sono stati effettuati numerosi cambiamenti all'interno dellaBasilica: primo fra tutti, la costruzione delle due cappelle principali, la Sistina e la Paolina. La cappella Sistina fu commissionata dal Papa Sisto V (ai tempi in cui era ancora Cardinal Peretti) e progettata da Domenico Fonatana per accogliere la sua tomba e quella di san Pio V, Papa della Battaglia di Lepanto del 1571; nella cripta sotto il ciborio erano custoditi il Presepe di Arnolfo di Cambio, ora collocato all'interno del museo, e le reliquie della Sacra Culla. In questa cappella abbiamo affreschi del Nebbia, del Guerra, di Gentileschi tra gli altri autori, con rappresentate scende degli antenati di Cristo e dell’infanzia di Maria.  La cappella a croce greca con comparti corinzi e colonne a sostegno della cupola.

La cappella Paolina, di pianta e struttuta identica all’altra, fu edificata circa venticinque anni dopo su progetto di Flaminio Ponzio. É dedicata ai quattro grandi profeti dell’antico testamento: Ezechiele, Geremia, Daniele ed Isaia. In essa si trovano le spoglie di papa Paolo V, di Clemente VIII e, cosa assai più importante, la preziosa icona di Maria Salus Populi Romani, giunta a  Roma ai tempi di Papa San Gregorio Magno (VI secolo d. C)  e oggetto sin da subito di grande venerazione Il suo nome significa "Salvezza del popolo romano", a testimoniare la devozione che gli abitanti di questa città le hanno sempre portato. La parte scultorea venne realizzata da un eterogeneo gruppo di artisti tra i quali  Giacomo Paracca detto il Valsoldo, Camillo Mariani, Pietro Bernini, Stefano Maderno e Francesco Mochi.
La direzione del lavoro pittorico venne affidata al Cavalier d'Arpino che realizzò i pennacchi della cupola.Cigoli realizzò la cupola mentre Guido Reni fu l'autore principale delle singole figure di santi alle quali posero mano anche il Passignano, Giovanni Baglione e Baldassarre Croce

Un altro personaggio illustre che ha l'onore di essere sepolto nella basilica è Gian Lorenzo Bernini, il celebre architetto e artista italiano. La tomba sua e della sua famiglia è situata sulla destra dell'altare, e ha la caratteristica di essere estremamente semplice: per ricordare la presenza del grande artista c'è solo una scritta su un gradino di marmo; tutto ciò sorprende, se si pensa all'importanza e alla grandezza di questo personaggio nella storia dell'arte.

Prima della costruzione delle due cappelle, fu il soffitto ad essere interessato da una serie di lavori: quello attuale fu disegnato dal Sangallo e lo stesso Leon Battstia Alberti collaborò alla sua realizzazione/progettazione nel XV secolo. La particolarità di questo soffitto è quella di essere decorato con lamine d'oro, donato da Ferdinando e Isabella di Spagna dopo la scoperta del Nuovo Mondo: secondo la tradizione, questo oro sarebbe stato il primo portato in Europa dal nuovo continente nel 1496. La basilica possiede ancora oggi un forte legame con la Spagna: i membri della famiglia reale hanno il titolo onorifico di protocanonici

Al di sotto dell'Altare Papale, nella cripta voluta da papa Pio IX si trova una delle reliquie più preziose custodite dalla Basilica: quella della Sacra Culla, composta da alcuni frammenti di legno appartenuti alla mangiatoia in cui fu posto Gesù dopo la nascita, a Betlemme , Culla arrivata a Roma ai tempi di Papa Teodoro I (VII secolo d.C)
Questa chiesa è sempre stata legata al mistero della Natività, visto anche il motivo per cui è nata e il ruolo che Maria stessa ha avuto nella storia della salvezza; questo legame era sentito con forza soprattutto nei primi secoli: a Roma infatti il papa celebrava tre messe a Natale, una la notte, una all'aurora e una nel giorno, e per ciascuna messa si cambiava chiesa. A Santa Maria Maggiore si celebrava la prima messa, quella di mezzanotte. Per questo motivo, e anche per la presenza della Sacra Culla, la basilica era chiamata anche Santa Maria Ad Praesepe, cioè Presso il Presepe.

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